Consigliere Comunale … ma quanto mi costi ? … veramente

Essere fra i 30 eletti del Consiglio Comunale di Bagheria comporta degli indubbi benefici che vanno dal doppio stipendio all’esenzione dal lavoro.

LE INDENNITA’
Un Consigliere Comunale, può arrivare a percepire fino a 1.315,91 €, a cui detrarre le relative tasse(1), cumulando circa 24 gettoni di presenza.
Il gettone di presenza per il Comune di Bagheria ammonta infatti ad € 56,03 lordi, tale compenso vale sia per la presenza in Consiglio Comunale, che per la presenza nelle riunioni delle apposite commissioni consiliari.
La spesa prevista per il pagamento delle indennità dei Consiglieri Comunali per l’anno 2012(2) ammonta, per i soli gettoni, ad €. 301.925,52.

I RIMBORSI AI DATORI DI LAVORO DEI CONSIGLIERI
Se il Consigliere è lavoratore dipendente, si può astenere dall’andare sul posto di lavoro senza perdere nemmeno un centesimo della propria busta paga, usufruendo di permessi retribuiti Lo stipendio, infatti, viene completamente rimborsato dal Comune al datore di lavoro, comprensivo di contributi previdenziali, tredicesima, quattordicesima e trattamento di fine rapporto, permettendo così al consigliere di sommare al proprio salario quello da eletto e come principio la norma non è sbagliata, è corretto dover ricompensare l’azienda delle mancate prestazioni lavorative del proprio dipendente, pagandogli al contempo regolarmente lo stipendio.
Certo, l’assenza dal lavoro è retribuita solo se causata da motivi istituzionali, ma fra sedute d’Aula e di commissione è raro che un consigliere dipendente debba timbrare il cartellino, è il suo abuso che distorce l’equità di una norma.
Questo importo varia da consigliere a consigliere a seconda dell’azienda presso la quale lavora e dalla posizione lavorativa.
La legge(3) stabilisce che in nessun caso l’ammontare complessivo mensile da rimborsare ai datori di lavoro degli Amministratori e Consiglieri Comunali può superare l’importo pari a due terzi dell’indennità massima prevista per il Sindaco, pertanto l’importo da liquidare come limite massimo mensile sarà quello di € 2.924,26. (4)

Entriamo nello specifico di un atto comunale, in particolare della Determinazione n° 54 del 15/05/2012 dove si stabilisce di liquidare e pagare la somma complessiva di € 87.255.49 in favore dei datori di lavoro degli Amministratori e Consiglieri Comunali come meglio di seguito specificato.


Continuiamo gli esempi con la determinazione dirigenziale del 7 febbraio 2012 con cui sono stati liquidati 45.563,74 euro, mentre con la determinazione n.62 del 18 luglio 2012 sono stati liquidati 56.420,85 euro.

Ricoprire il ruolo di consigliere comunale è una cosa seria.
Soprattutto nel momento in cui, per la crisi economica, si vengono a colpire le famiglie, i meno abbienti, gli ammalati gravi, le imprese, occorre anche colpire, riportando giustizia ed equità, la “casta” politica, in tutte le sue ramificazioni, anche in quella degli amministratori locali e dei consiglieri comunali. Il compito del Consigliere Comunale, non dovrebbe essere visto come un lavoro, in generale, quello del politico non dovrebbe essere, in un paese civile, un mestiere.
Un sistema perverso come il nostro permetterebbe ad un consigliere eletto di passare da disoccupato a occupato il giorno successivo alle elezioni. Il consigliere avrebbe per cinque anni i contributi pagati, e vi lasciamo immaginare quali altri trucchetti potrebbero innescarsi.

Basta rispondere alla seguente domanda:
Perchè un’azienda, in particolare con la crisi odierna, dovrebbe assumere una persona che svolge il ruolo di consigliere sapendo che difficilmente potrà svolgere il proprio lavoro?
La risposta a questa domanda è la chiave di tutto.

Siamo stati molto in dubbio sul pubblicare questo articolo, pronto da circa una settimana, perché spesso veniamo accusati di populismo, ma oggettivamente se informare il cittadino, se dire la verità al cittadino, se fare proposte che vanno contro il malcostume dell’attuale sistema dei partiti, vuol dire essere populisti allora noi non smettermo di esserlo.
Lo continueremo a fare però, non nell’accezione inventata ad arte dai politici, ma nell’accezione reale del termine, proposta da Daniele Albertazzi e Duncan McDonnell nel loro volume “Twenty-First Century Populism: The Spectre of Western European Democracy”, dove hanno definito il populismo come «una ideologia secondo la quale al ‘popolo’ si contrappongono delle ‘elite’ e una serie di nemici i quali attentano ai diritti, i valori, i beni, l’identità e la possibilità di esprimersi del ‘popolo sovrano».

Ed arriva quindi anche il tempo delle proposte:
- Le commissioni devono essere trasparenti. I cittadini devono sapere cosa succede durante le commissioni, quando, quanto, chi è presente, chi è assente, cosa si è deciso.
- Chi non è presente per almeno l’80% della seduta consiliare o della riunione di commissione non ha diritto al gettone di presenza, o ha diritto solo ad una quota proporzionale alla presenza. Non paghiamo chi non lavora.
- Il legislatore infine dovrebbe modificare l’attuale legge vigente ed articolarla in modo che il permesso cui usufruire per potersi assentare dal lavoro per attività istituzionali sia un permesso non retribuito, fatti salvi gli oneri previdenziali (rimborsati all’azienda dall’istituzione comunale), in questo modo il gettone servirà realmente a compensare l’eletto per la sua attività amministrativa, l’azienda non avrà perdite di carattere economico e non ci sarà nessun rischio di miracolose assunzioni in quanto non ci sarà più una reale convenienza economica per nessuno … e che nessuno dica che in questo modo non conviene più.

La trasparenza è la chiave di tutto, un’amministrazione trasparente è in grado di garantire linearità e pulizia nell’azione amministrativa, ricevendone in cambio la fiducia, resteranno così soltanto i risultati, ovvero la capacità o meno di venire incontro alle esigenze della popolazione a misurarne con serenità il reale valore.

legenda:
1 – cifre desumibili dalla determinazione n°227 del 11.10.2011
2 – come da Determina n°10 del 10.02.2012
3 – l’art. 24 comma 1 della L.R. N° 6/2009 che modifica l’art. 20 comma 5 della L.R. n°30/2000 e successive modifiche ed integrazioni
4 – Tale limite nella determinazione n.62 del 18 luglio del 2012 è scesa a € 2.046,98

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